A Magliano la splendida realtà del Centro di Aggregazione Giovanile
Intervista con Sergio Calizza, Assessore per le Politiche Sociali e Giovanili
a cura di Maddalena Monaco
Sergio Calizza è da 5 anni Assessore per le Politiche Sociali e Giovanili nel comune di Magliano de’ Marsi, analista ed esperto in fenomeni giovanili da circa un decennio, soprattutto sul fronte della prevenzione al disagio. È, tra l’altro, direttore da tre anni di un Centro di Aggregazione Giovanile, realtà rarissima in tutto l’Abruzzo.
L’assessore ci accoglie nel Centro di Aggregazione Giovanile e non nel Palazzo Comunale come di solito accade con gli amministratori locali. Siamo in piena emergenza educativa, come se ne esce?
“I fenomeni di bullismo e\o di violenza che vedono protagonisti i nostri ragazzi aumentano esponenzialmente: è ora di invertire la rotta! Basta con le soluzioni tampone o con i palliativi. In politiche giovanili non ci si può improvvisare. La parola d’ordine è PREVENIRE. Nella nostra regione c’è una intera fascia di popolazione, i minorenni, che non è stata mai presa in considerazione! Questi ragazzi, come ha dichiarato qualche giorno fa il presidente Chiodi, sono stati abbandonati a loro stessi. Le istituzioni, al di là della Chiesa, non si sono mai presi cura di loro. Solo se inizieremo a considerarli parte attiva della nostra società e a codificare i loro segnali potremo sconfiggere questa problematica. Dall’esperienza maturata sul campo posso affermare, che una delle soluzioni per affrontare l’emergenza educativa, è proprio quella di far nascere in ogni Comune Centri di Aggregazione Giovanile perché rappresentano dei fantastici “filtri” che ci permettono di notare qualsiasi cambiamento del ragazzo in modo da intervenire con il supporto adeguato con tempestività.
Assessore Calizza, come e perchè nasce il Centro di Aggregazione Giovanile a Magliano?
I giovani non hanno più punti di riunione per vivere le loro esperienze associative e per contrastare il “tempo vuoto” ed ecco che il CAG rappresenta una efficiente alternativa. E’ una struttura pensata e realizzata tutta per i giovani, con un’attenzione, quasi maniacale ai colori delle stanze e degli arredi. Tutto questo per fare in modo che loro “sentano” la struttura come fosse la loro camera da letto, nella quale “ospitare”, “depositare” le loro ansie, le loro preoccupazioni, i loro segreti. I giovani utenti sono seguiti quotidianamente, da una equipe composta da: medico, psicologa, educatrice, operatore culturale, assistente sociale che sono lì per supportarli nella difficile transizione verso l’età adulta,come fossero i loro secondi “angeli custodi”! I ragazzi vengono coinvolti in molteplici attività a loro beneficio come la prevenzione primaria ed il contrasto alla diffusione di nuove droghe, l’educazione alla affettività, alla legalità, all’educazione stradale, alla lotta alla dispersione scolastica, l’orientamento scolastico e professionale, la consulenza diretta ai giovani ed anche alle famiglie. Il centro di aggregazione è la “prolunga” della propria casa così, l’adolescente, quando sentirà il bisogno di allontanarsi dalla famiglia per vivere le proprie esperienze non si troverà solo ma una Istituzione pronta ad abbracciarlo e a dargli fiducia. E specialisti-amici pronti a sostenerlo.
Attualmente la scuola ha ancora un ruolo nell’educazione?
Certamente si! Educare i ragazzi di oggi è sempre più difficile e non possiamo dare la responsabilità di ciò solo e soltanto alla scuola. Spetta alla famiglia in primis educarli al rispetto degli altri e alla convivenza civile. E’ pur vero che a volte accade che i genitori sono assenti, ed allora può rappresentare certamente un supporto ed un aiuto alla scuola la figura degli educatori: ed ecco che i centri di aggregazione tornano ad essere un valido ausilio.
Si dice che in questi anni Magliano abbia fatto “scuola” nelle politiche sociali. Ci svela qualche segreto?
“Put the people first” ripete spesso Barack Obama che vuol dire mettere al primo posto le persone in carne ed ossa, i loro problemi da risolvere e le loro speranze da confortare, offrendo alle categorie più deboli concrete risposte ai loro bisogni. Il concetto che deve passare è quello della “presa in carico”: se ogni comune facesse proprio questo pensiero la nostra società starebbe sicuramente meglio. Oggi più che mai è necessario attuare una politica sociale innovativa e vigorosa, che sia pronta a servire la vita.
I minori costituiscono la parte più fragile della società: cosa si può fare?
Moltissimo! Consideri che già a 7\10 anni cominciano a manifestare i segni e i comportamenti che dovrebbero mettere in allarme, ma che non vengono rilevati perché la società non è ancora organizzata per evidenziarli e trattarli in fase precoce. E’ evidente la necessità di una inversione di tendenza brusca e repentina per fare in modo che sempre meno minori si trovino in situazioni di disagio. Purtroppo per loro spesso accade che nascano in famiglie “incompiute”. Ed allora è urgente adoperarsi per limitare al massimo l’esposizione e la “contaminazione” negativa, avviando una fase di politiche per l’infanzia completamente nuove perché le attuali hanno dimostrato il loro autofallimento. Il settore sociale non deve essere visto come un cassetto dove mettere i soldi ma un fondo di investimento perché andiamo ad investire nel futuro di quei bambini; investiamo nella salute, nella stabilità e nel loro equilibrio mentale, che gli garantirà di finire le scuole e di interagire con la società cercando di portare lo “zaino dei ricordi negativi” più leggero possibile in modo da regalargli un futuro più radioso di quello vissuto fino a quel momento.
Di giovani ne abbiamo già ampiamente parlato, sulla famiglia cosa ci dice?
Karol Woytila diceva che “l’avvenire della società passa attraverso la famiglia” ed è proprio così! Tanti sono gli interventi attuati, il più significativo è il Piano di Protezione Sociale in vigore dal 2006, un sistema molto simile a quello dell’attuale social card: ogni mese per un anno intero, una ventina di famiglie ricevono un carnet di buoni spesa da spendere nei negozi locali. In un contesto familiare già caratterizzato dal disagio economico, e quindi già di per sé problematico, è più semplice che nascano anche altri tipi di disagio. Tali situazioni possono essere facilmente alleviate con un minimo impegno economico, come stiamo facendo da anni. Inoltre è attivo un innovativo progetto di elevata utilità sociale denominato “Essere genitori oggi” con il quale tendiamo una mano anche ai loro genitori, in particolare a quelli più giovani per sostenerli in quel difficile compito che è l’educazione dei figli, promuovendo attività educative, di supporto e di sostegno al ruolo genitoriale. Gli incontri sono svolti con la collaborazione di specialisti.
E in merito agli anziani?
In questo settore il nostro “motto” è stato mai più soli e proprio da questa considerazione abbiamo notevolmente potenziato i servizi messi a loro disposizione. Il telesoccorso, l’assistenza domiciliare, l’acquisto di un pulmino donato alla Misericordia per il trasporto gratuito presso le strutture ospedaliere o cliniche che è una sorta di nonno-taxi: grazie all’encomiabile operosità dei volontari della Misericordia, il pulmino si reca davanti la casa del richiedente, lo accompagna nella struttura richiesta, lo aspetta e lo riaccompagna a casa tutto a costo zero perché le spese sono coperte interamente dal Comune. Così evitiamo agli utenti più deboli il fastidio di dover prendere più di un autobus in particolare d’inverno. L’ultimo in ordine di tempo è la mappatura degli anziani che vivono soli, visitati uno ad uno dalla nostra assistente sociale.
Quale altra innovazione ha apportato nel settore sociale
Il primo che mi viene in mente è SOS ti ascolto - sportello di consulenza e ascolto psicologico. Grazie Siamo riusciti in questi anni, dopo decenni di non attenzione, a dare sollievo ai mali di questo millennio: disagi legati all’ansia, difficoltà relazionali e familiari, conflitti coniugali, disordini alimentari, depressione ecc. E poi il “Progetto Cultura” con il quale abbiamo contrastato con efficacia l’annosa questione della dispersione scolastica. Poi il progetto “Giovani in salute” che è consistito in screening medici gratuiti per i giovani cittadini. Non posso poi dimenticare il grande progetto di educazione alla legalità in collaborazione con tutte le Forze dell’Ordine e che ha ricevuto una menzione speciale dal Presidente della Repubblica.
INFO: http://www.viverelamarsica.com/archives/743







